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Black bass

DUO Crankbait G87 20A: scendere a 6 m senza litigare con la canna

19 settembre 2026·6 min di lettura
DUO Crankbait G87 20A con dorso nero, fianchi verdi barrati di nero, parte bassa dei fianchi chartreuse e gola arancio, paletta trasparente molto lunga, esca nuda senza ancorette montate
Il G87 20A nella sua finitura tigrata verde, con una paletta trasparente smisurata e i porta-ami ancora vuoti.
MarcaDUO
ModelloCrankbait G87 20A
FamigliaCrankbait a immersione profonda
Specie targetBlack bass, Lucioperca
Taglia8,5 cm secondo la tabella delle quote del costruttore
Peso35,4 g (1,25 oz)
Profondità di nuotoda 5,8 a 6,4 m dichiarati
Velocità di recuperolenta o media e regolare, non ha bisogno di velocità per scendere
Azionerollio ampio e regolare da deep crank, galleggiante da fermo, risale piano appena allenti
Montaggio consigliatomoschettone rapido o nodo loop per liberare la paletta, trecciato sottile con terminale in fluorocarbon, canna da cranking lunga e parabolica
Colori che funzionanotigrato verde chartreuse in acqua tinta, tonalità alborella o ayu in acqua limpida, dorso scuro uniforme con sole forte e acqua cristallina

Un'esca, mille condizioni. CarnaFish analizza il tuo spot da una foto e ti evita di andare a tentoni.

C'è un momento, su un grande invaso d'estate, in cui tutti continuano a pescare le rive mentre i pesci sono scesi su un salto di quota a 6 m. Il problema non è sapere che ci sono: lo dice l'ecoscandaglio. Il problema è portarci un'esca che lavori davvero a quella profondità, e non un crank che si spegne a 3 m segandoti i polsi. È esattamente il compito del G87 20A.

Cosa dice la tabella delle quote, e cosa la contraddice

La descrizione del costruttore merita una lettura attenta, perché si contraddice da sola. Il testo di presentazione parla di un'esca da «tre pollici e mezzo», cioè 8,9 cm, mentre la tabella delle quote dichiara 3-1/3 pollici, ossia 8,5 cm. Su uno scarto del genere fa testo la tabella: è la riga dei dati di prodotto, non una formula di presentazione. Tieni quindi 8,5 cm, sapendo che la differenza reale tra i due valori, 4 mm, non cambia assolutamente nulla in acqua.

Il resto delle quote è coerente: 1,25 oz, cioè 35,4 g, e una profondità di nuoto dichiarata tra 19 e 21 piedi, ossia da 5,8 a 6,4 m. L'esca è classificata galleggiante, che è l'informazione più utile dell'intera scheda tecnica: ci torniamo più sotto, perché determina il modo di pescarla a contatto col fondo.

35 g che non si sentono come 35 g

Un deep crank è un compromesso tra la superficie della paletta, che genera la discesa, e la resistenza alla trazione, che sfinisce il pescatore. La maggior parte delle esche di questa categoria si fa pagare con una tendinite dopo due ore. DUO afferma di aver lavorato la costruzione idrodinamica del G87 perché la trazione resti moderata nonostante il volume, il che corrisponde a quello che ci si aspetta da un'esca progettata in due anni per questo preciso impiego.

L'altra metà del problema è il lancio. Un crank profondo scende alla quota dichiarata solo se lanci lontano: la paletta ha bisogno di distanza per portare il corpo alla sua profondità e tenervelo per un tratto utile del recupero. Per questo il G87 20A monta un sistema di trasferimento di massa magnetico al neodimio: sfere che scorrono all'indietro al lancio e tornano a bloccarsi in avanti per il nuoto. Il costruttore dichiara lanci oltre i 60 m con filo da 12 libbre. Anche prendendo quel numero con prudenza, l'ordine di grandezza dice l'essenziale: è un'esca che si pesca lontano, non sotto la punta della canna.

Conta i giri di manovella tra l'impatto sull'acqua e il primo contatto col fondo. Tre lanci bastano per capire se l'esca raggiunge davvero la zona utile su quel posto, o se stai recuperando un deep crank attraverso due metri d'acqua per niente.

Perché il fatto che galleggi cambia la tecnica

Che un deep crank sia galleggiante non è un dettaglio da catalogo. Quando la paletta urta un ceppo o una roccia, basta allentare un secondo: l'esca risale, si libera e riparte. Un modello affondante resta incastrato. Su un salto di quota roccioso a 6 m, dove ogni esca persa costa una buona fetta di giornata tra ancora da salpare e nodi da rifare, quella proprietà vale più di qualsiasi argomento di nuoto.

Apre anche un'animazione precisa: recuperare fino al contatto netto, segnare una pausa di un secondo, lasciare che l'esca riprenda un po' di quota, poi ripartire. La nuvola di sedimento e il brusco cambio di traiettoria sono trigger più efficaci del recupero lineare, soprattutto sulla lucioperca, che non insegue volentieri una preda che fugge in linea retta.

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Montaggio e attrezzatura: dove in molti sbagliano

Un moschettone rapido o un nodo loop sono indispensabili. Un nodo stretto contro l'anello frena la paletta e costa sia ampiezza di rollio sia qualche decina di centimetri di profondità, cioè proprio quello che cercavi scegliendo questa esca.

La scelta di canna e filo

Una canna da cranking da 2,10 m o più, ad azione parabolica, che incassi il peso e ammortizzi le partenze del pesce. Una canna rigida in questo gioco fa slamare le ancorette. Sul filo, il trecciato sottile lancia lontano e trasmette il contatto, ma galleggia: un terminale in fluorocarbon da 1,5 a 2 m abbassa il muso e guadagna un po' di profondità reale. Al contrario, fluorocarbon diretto in diametro fino fino alla bobina è la soluzione classica dei pescatori americani di deep crank.

L'errore classico

Voler «forzare» la discesa recuperando veloce. Un deep crank raggiunge la profondità grazie alla lunghezza di filo fuori e all'angolo di trazione, non alla velocità. Accelerare lo fa salire nella colonna, non scendere. Se non tocchi il fondo, lancia più lontano o passa a un trecciato più sottile prima di toccare la velocità.

Colori secondo l'acqua

Sapere che un deep crank è lo strumento giusto presuppone aver letto il posto prima di lanciare: profondità, tipo di fondo, presenza di un salto netto. È esattamente ciò che propone CarnaFish: una foto dello spot e l'IA ti suggerisce zona, profondità e famiglia di esca adatte al momento. Se vuoi capire cosa rende un salto di quota più interessante di un altro, la nostra guida per leggere uno spot di pesca è il punto di partenza giusto.

Questo G87 non rende obsoleto uno Strike King 10XD, che scende più in basso, né uno Strike King 6XD, più gestibile su una giornata intera. Occupa la fascia intermedia dei 6 m con una finitura giapponese e una trazione contenuta, che è una proposta perfettamente coerente.

Da ricordare

FAQ

Che profondità raggiunge davvero il G87 20A?

Il costruttore dichiara da 19 a 21 piedi, cioè da 5,8 a 6,4 m. Quella quota presuppone lancio lungo e filo sottile; con un lancio corto o un diametro grosso, conta nettamente meno.

Il G87 20A galleggia da fermo?

Sì, il costruttore lo classifica galleggiante. È ciò che gli permette di liberarsi da un ostacolo quando allenti un secondo.

Quanto misura esattamente?

La tabella delle quote indica 3-1/3 pollici, cioè 8,5 cm. Il testo di presentazione della stessa descrizione annuncia tre pollici e mezzo, 8,9 cm: va tenuta la tabella, e i 4 mm di scarto non hanno effetto pratico.

Serve una canna specifica per questo crankbait?

Sì, una canna da cranking lunga e parabolica. Con 35 g e due ancorette, una canna rigida moltiplica le slamate e rende la giornata pesante per il braccio.

Si può pescare la lucioperca?

Sì, ed è un buon impiego sui grandi invasi profondi. Recupera fino al contatto netto col fondo, segna una pausa di un secondo e riparti: è alla ripartenza che la lucioperca si decide più spesso.

Che differenza c'è con uno Strike King 10XD?

Lo Strike King 10XD punta a una fascia più profonda e pretende attrezzatura più robusta. Il G87 20A resta sulla fascia dei 6 m con una trazione più contenuta, il che lo rende più sopportabile su una giornata intera.

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